sabato 22 novembre 2008

Intervista esclusiva a Miley Cyrus

Il 3 dicembre uscirà in DVD "Hannah Montana & Miley Cyrus: Best of both worlds concert". Ecco in esclusiva per Gingergeneration.it un'intervista a Miley Cyrus, la Hannah Montana degli schermi che ha entusiasmato mezzo mondo con i suoi concerti.

Miley, ti sei divertita a girare il DVD del concerto?
Sì, devo dire che lavorare a questo progetto è stato divertentissimo, e mi fa piacere pensare che i fan avranno modo di conoscere la vera identità, sia di chi è sotto quella parrucca, sia della ragazza che canta in scena.

Nel DVD è la vera Miley che vediamo?
Certo. Amo scrivere musica, suonare la chitarra, cantare, ballare tanto quanto amo recitare, e per questo il tour è stata un’esperienza bellissima. Sono contenta che sia stato filmato tutto proprio perché il pubblico possa vedere quanto ci siamo divertiti e come io sono realmente.

È stato faticoso il tour?
Sì, ma non c’è niente di meglio che stare sul palco e sentire l’entusiasmo del pubblico. E’ stato fantastico poter incontrare i miei fan personalmente. La loro energia mi ha spinto a dare il meglio ogni sera.

Qual è l’aspetto più difficile delle performance live?
Non si può tornare indietro. Se sbagli non puoi cambiare – e questo non è affatto facile per me. Sapere che in un’ora e mezzo sul palco tutto deve essere perfetto, lo ammetto, mi mette abbastanza pressione.

Hai commesso errori durante il tour?
Qualcuno. Una sera mi sono completamente dimenticata le parole della canzone per mio padre, è stato imbarazzante. Ero lì davanti a 90.000 persone e mi sono dimenticata tutta la prima strofa, ma anche in queste situazioni bisogna andare avanti. Il pezzo si intitolava "Ready Set Don’t Go" e lo avevo già cantato milioni di volte, non so spiegarmi cosa sia successo.

Quanto è stato imbarazzante?
Parecchio, ma bisogna sdrammatizzare. È l’unico modo per superarlo.

Hai dovuto studiare per la scuola durante il tour negli Stati Uniti?
Avevo tre ore di studio al giorno, cosa che non è stata facile. Per fortuna c’erano anche i miei fratelli e sorelle con me, quindi studiavamo insieme.

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